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L'origine della vita nei regolatori - Dr.ssa Claudia Campagnoli

A cura della Dr.ssa Claudia Campagnoli, Farmacista naturopata - Relatrice scentifica, specializzata nel riequilibrio acido-base e nutrizionale.


Guardando una goccia di sangue con il microscopio per emocromo, si vedono germi vitali molto piccoli denominati simbionti, che ondeggiano come nevischio tra le cellule.

Guardando una goccia di sangue con il microscopio per emocromo, si vedono germi vitali molto piccoli denominati simbionti, che ondeggiano come nevischio tra le cellule. Essi sono presenti in ogni tessuto animale o vegetale, vivendo in armonia con il corpo che li ospita in una relazione simbiontica o mutuamente benefica: sono la base che costituisce la nostra vita, sempre impegnati nella regolazione delle anomalie. Pensate che già nel lontanissimo 1870 Antoine Bechamp, contemporaneo di Pasteur, aveva scoperto le medesime particelle viventi, di cui si è parlato, a cui diede il nome di microzimi. Essi possono cambiare dimensione e forma secondo lo stato di salute dell’organismo nel quale vivono a conferma della teoria del polimorfismo batterico. La malattia quindi si mani fe s terebbe quando uno squilibrio turba le normali funzioni dei microzimi o simbionti. Quando lo stato di salute è alterato (dalla malnutrizione, da un’intossicazione o da uno stress fisico o psichico), il simbionte si trasforma da agente innocuo e fonte di vita, in germe patogeno, cioè in un microbo! Il grosso capovolgimento è che non è il microbo a provocare la malattia come asseriva Pasteur, bensì la malattia e il terreno favorevole a generare il microbo, come diceva Bechamp. In effetti, se il microbo fosse il solo responsabile, come si può spiegare il fatto che le infermiere che per esempio curano i tubercolotici non vengano contagiate, mentre altri soggetti, molto meno esposti al bacillo, si ammalano molto rapidamente? Anche Enderlein (1872-1968) asseriva che l’ambiente condiziona la forma e le funzioni dei microorganismi, determinando il loro passaggio da forme non patogene a patogene, da non virulente a virulente. In un individuo sano, il simbionte e l’ospite si trovano in una situazione di simbiosi mutualistica, equilibrio che può essere alterato da influssi nocivi dell’ambiente. Di recente il dottor Nader Butto, cardiologo israeliano spiega molto bene la natura dei bioni o microzimi definendoli la più piccola unità di vita, un ponte fra il sistema non vivente e quello vivente. Essi infatti hanno due diversi cicli vitali: un „microciclo” costituito da tre forme, che si osserva negli individui sani e un più complesso „macrociclo” costituito da sedici forme, che si osserva solitamente negli individui con malattie degenerative, compreso il cancro. È stato osservato che nei casi in cui si verifica un grave cambiamento o un deterioramento nell’ambiente interno del corpo, tali elementi attraversano varie fasi dello sviluppo ciclico e dall’essere agenti innocui progrediscono fino a diventare batteri o funghi produttori di malattia.

Se osserviamo il sangue, le secrezioni e i tessuti dei cancerosi, troviamo soprattutto forme vescicolari e a strisce, di un azzurro intenso e luminoso, che non assomigliano ne a una cellula ne a un batterio; nel loro sputo rinveniamo amebe a coda che guizzano e pulsano. Come sono potute giungere alle vie respiratorie umane, visto che non esistono nell’atmosfera? Esse traggono dunque origine dall’interno del soma: si tratta di una decomposizione tissulare che produce tali strutture, le quali agiscono come un’autoinfezione dell’organismo. Tornando quindi alla nostra teoria del polimorfismo per la quale lo stesso microbo può assumere più forme adattandosi all’ambiente nel quale vive, risulta evidente che se si rafforza la salute dell’individuo con qualcosa che riesce a ricaricare il „terreno” di energia, i germi patogeni che esso ospita ritrovano la loro forma originale di microzimi e la loro funzione di pacifici protettori. Rinforzando il terreno i microbi scompaiono e con essi le malattie. Molti simbionti attivi e durevoli corrispondono a un buon sistema immunitario. Se la difesa immunitaria è debole e in presenza di malattia si può rilevare che sono pochissimi i simbionti che popolano il sangue perché si sono sviluppati in una forma parassitaria. Di recente il dottor Hans Niedermaier nel ricercare un prodotto che potesse riequilibrare l’alimentazione odierna troppo frettolosa e raffinata e ci aiutasse a vivere meglio cont rastando l’enorme stress psico-fisico a cui siamo sottoposti, ha ottenuto mediante un processo di fermentazione a cascata di noci, frutta e verdura, enzimi scomposti di natura vegetale dotati di notevole energia vibratoria che con grande sorpresa, se guardati al microscopio, sono gli stessi simbionti del sangue sano. Il dottor Scheller, studiando il prodotto nel 2002, scopre che esso contiene prototipi di bacilli vitali in forma pura altamente concentrata e che i simbionti endogeni vengono attivati, energizzati e moltiplicati dall’aggiunta dei simbionti contenuti nel regolatore, che il nostro corpo riconosce come propri. Questo sistema di regolazione è molto impressionante perché si può vedere direttamente come migliora la qualità del sangue e la vitalità delle cellule e degli organi del corpo. Gli esperimenti in vitro hanno dimostrato che aggiungendo la concentrazione di simbionti del regolatore ad una goccia di sangue degenerato contenente batteri, questi ultimi sono disintegrati, ritornano alla loro forma originale e sono convertiti in simbionti. L’energia del nostro organismo aumenta notevolmente perché il regolatore effettua, grazie ai suoi oltre 10.000 diversi enzimi scomposti, un processo di pulizia riuscendo ad eliminare le tossine contenute nelle cellule, legandole ed inviandole agli organi di espulsione. Vale a dire che il regolatore elimina gli elementi acidificanti creando un ambiente basico nel sangue che è la condizione preliminare per la salute.

Ultima modifica il Giovedì, 24 Settembre 2015 17:08

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